...aleggia l'atmosfera di sospensione spirituale nello spazio temporale dell'attesa...
...la luce esalta i volumi dei corpi esuberanti di due giovani innamorati...
...un giovane tenta di domare un cavallo imbizzarrito...
...una maschera popolare che è espressione della 'napoletanità'...
...con la lunga lancia il megalomartire uccide il minaccioso drago...

La pittura di Franco Porcasi

Dalle esperienze artistiche giovanili alla tecnica di pittura a spatola e agli studi sull'idea di 'vesuvianità'.

Il percorso di ricerca e di maturazione artistica di Franco Porcasi si delinea a partire dalla metà degli anni Cinquanta, con tele che mostrano una immediatezza ed una sintesi formale delle immagini che lasciano poco spazio ai colori intermedi e alle sfumature. L'utilizzo istintivo e libero del colore evidenzia un maggiore contrasto tra luci ed ombre, tra toni caldi e freddi. La scelta cromatica diviene, in tal modo, un elemento creativo ed emozionale da cui scaturisce l’opera.

All'inizio degli anni Ottanta, l'artista abbandona l'utilizzo del pennello e sperimenta la pittura a spatola. I colori ad olio, stesi sulla tela fissata al telaio con la faccia a vista senza l'imprimitura, costruiscono a strati l'immagine precedentemente tracciata in abbozzo, fino a creare uno stile originale e personale che è il suo linguaggio maturo di pittore. Con l'uso di questa tecnica, grazie al pigmento materico che sfrutta la capillarità della trama delle pregiate tele di lino olandesi, egli ottiene una resa finale che mostra con forza la corposità delle immagini. La superfice delle opere è opaca, dal valore 'tattile' morbido e abraso, quasi si trattasse di frammenti di affresco che lasciano intravedere la sinopia.

Negli anni successivi, la scelta dei soggetti, l'invenzione iconografica e la ricerca cromatica riportano alle suggestioni degli affreschi pompeiani, al mondo poetico pagano, quindi neo-platonico, e al fascino del Rinascimento maturo. Il territorio vesuviano, epicentro di una grande energia umana – la 'vesuvianità' –, è fonte di ispirazione per i lavori della maturità, che presentano una complessa struttura architettonica e un armonico ritmo compositivo. In alcune opere, la campitura con foglia d'oro conferisce all'insieme un senso di infinito e connota un significato quasi esoterico.


Nota biografica

Franco Porcasi (Napoli, 1940) frequenta il corso di studio quinquennale di Belle Arti (diploma e magistero) presso l'Istituto d'Arte 'Filippo Palizzi' di Napoli. Perfeziona la propria formazione con il corso di figura e nudo dal vero all'Accademia di Belle Arti di Napoli tenuto dal Prof. Domenico Spinosa. Allievo presso il laboratorio artistico del Prof. Antonio Rega a Marechiaro, coltiva una passione innata per la pittura. Vincitore di concorso, si dedica per circa quarant'anni all'insegnamento del disegno e della storia dell'arte, prima in Irpinia e poi a Napoli. Nel 1970 si stabilisce a Portici (NA), dove tutt'ora coltiva il suo interesse per l'arte.